"Le mie idee, uno schermo e una tastiera sono per me come i capelli di Sansone. Privatemene e diventerò indifeso".

Forconi da una parte, arruffoni instancabili dall’altra.

, by Lorenzo Zuppini

Che il movimento semirivoluzionario detto ” I forconi” sia legittimo, per una ovvia libertà di manifestazione del proprio pensiero in pubblica piazza, e legittimato, per una situazione di crisi nera come la pece nella quale sguazziamo da troppo tempo ed incrementata da troppi rigiri e contorsionismi di palazzo, mi pare scontato.
Che i poliziotti in qualche modo si sentano parte di quella protesta è altrettanto giusto, visti i loro bassi stipendi, vista la pericolosità del loro mestiere ed anche visto il modo criminale con cui le istituzioni permettono qualsiasi tipo di manifestazione ultra violenta senza però munire le forze dell’ordine delle libertà necessarie per difendere sè stessi e il popolo. Fin qui mi pare tutto ovvio, quasi scontato. Una parte non fortunata della popolazione alza il tono della voce e, imprudentemente, si lascia scappare anche qualche minaccia.
Ci sta, lo capisco, per quanto sono sempre convinto che una piazza urlante e becera non verrà mai ascoltata dai destinatari di quel messaggio sguaiato, mentre delle proposte intelligenti e realizzabili potranno riscuotere ovviamente più successo ed ottenere maggiore attenzione. Infatti quando vidi quelle tendopoli che invadevano il centro di Roma richiedendo a gran voce reddito di cittadinanza e una casa assicurata per tutti, mi pisciai addosso dalle risate. E il problema è che questi desideri assurdi fanno parte di ciò che viene urlato giornalmente da Grillo, durante i suoi appassionanti comizi. E il problema successivo è che molte persone, a causa magari di ignoranza o di disperazione, ci credono, e pretendono davvero cose irrealizzabili anche in paradiso. Un conto è se certe sparate la fa il giovane e nuovo segretario della Lega Nord, partito che oscilla su percentuali assai basse, un altro conto è se escono dalla bocca del leader di un terzo dell’elettorato italiano e del partito (ormai è un partito, sia chiaro) sfasciatutto che fa parlare di sè anche oltre oceano. Le battaglie in Europa contro i paesi egemoni ed egoisti vanno fatte, o portate avanti se qualcun altro le aveva precedentemente iniziate, ma si deve anche usare cautela ed intelligenza istituzionale, altrimenti agli occhi delle altre big appariremo solo come degli arruffoni.
E come arruffoni, effettivamente, siamo passati, in quanto, per l’ennesima volta, uno dei due soci di maggioranza del governo, che fu anche l’ideatore di questa coalizione d’emergenza, è stato fatto fuori dalla politica tramite una serie di azioni apparentemente non unite tra loro ma, per chi conosce la storia politica ventennale del Cavaliere, chiaramente interconnesse. E come arruffoni continueremo a passare se andrà avanti questo governo di matrice sinistroide che impone ed imporrà, legittimamente, le propre ricette economiche fallimentari, ma non perché sono io a dirlo, ma perché lo insegna la storia. Di ripresa non c’è traccia, se non nelle dichiarazioni avventate dell’on. Saccomanni, a quanto pare non vicino abbastanza al Paese reale, a quel che il popolo chiede a gran voce: meno tasse, meno imposte, meno sprechi visto che poi ce li fate pagare tutti a noi.
Assisteremo alla scomparsa, prima o poi, di un altro partito, che a parole pare che sfascerà tutto, poi però nei sondaggi rimane basso da morire e crede di farsi bello agli occhi del paese solo perché “hanno preso una scelta coraggiosa” o perché incitano l’uso delle nuove tecnologie, poichè “la politica i cittadini potranno farla comodamente dal proprio smartphone”. Il loro simbolo dice tutto: hanno rinunciato ai colori della bandiera italiana per mettere in risalto i loro, ma questo gli elettori non glielo perdoneranno. Hanno tradito, come fece un ex fascista anni fa, e pure lui ci lasciò le corna. E a me scappa da ridere, perché di tutti quelli che dicono di capirci tanto, di sapere tutto, non ce n’è uno che capisca una virgola di quel che sta accadendo nel nostro Bel Paese. A partire dai politici, compresi i componenti del governo, ad arrivare ad intellettuali e giornalisti e a chi riesce a racchiudere in una sola persona entrambe le qualifiche. Soprattutto facendo riferimento a quei capoccioni che per anni ci hanno detto che eravano internazionalmente deboli per la debolezza stessa di quello “psiconano” o “caimano”, come ognuno preferisce chiamarlo, causata dai suoi comportamenti poco consoni, come se ci fosse un ricettario da seguire, come se esistessero delle leggi non scritte.
Scoprendo poi alla fine che quel tizio stava antipatico perché capace e caparbio, e che la figura di merda l’Italia la stava facendo per altri motivi, come l’abuso di carcerazione preventiva, l’abuso di intercettazioni, i colpi di Stato messi in atto dalla parte peggiore della magistratura e magari anche il modo barbaro col quale per vent’anni, ma ancora oggi, i nostri politici non riescono a non pensare alle poltrone su cui siedono, infischiandosene degli interessi del paese e del voto espresso da milioni di italiani.
Ma questa è retorica, lasciamo perdere.

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